Il Buco del piombo è un'imponente grotta naturale situata nel comune di Erba, nelle Prealpi comasche ad una quota di 695 m sul livello del mare.

La grotta fa parte di un complesso carsico formatosi nella roccia calcarea di eta' Mesozoica vicino alla località dettaAlpe del Viceré. Si apre su una bianca parete verticale con una imboccatura di dimensioni ciclopiche: 45 metri di altezza e 38 di larghezza. La galleria visitabile è lunga 300 metri, il resto della grotta, accessibile agli speleologi è lungo qualche km. All'interno sono presenti alcuni fenomeni concrezionati di stalattiti e stalagmiti.


La presenza umana è documentata fin dal periodo paleolitico dal ritrovamento di vari reperti litici. La grotta era sede di estrazione di pietra silicea per la produzione di utensili, i nostri antenati probabilmente non vi abitavano in maniera continuativa, per via del freddo, dell'umidità e della presenza di orsi delle caverne in letargo.
L'orso delle caverne (Ursus spelaeus) fu infatti il principale abitatore di questa caverna nell'ultimo periodo glaciale (fino a 15000 anni fa circa), di questo animale sono stati rinvenuti numerosi resti ossei all'interno della grotta. Le strutture murarie presenti all'interno del grande androne di accesso alla grotta sono state datate alla metà del VI secolo d.C., in base ai risultati delle analisi al radio-carbonio di alcuni frammenti lignei ritrovati all'interno di uno dei tanti fori pontai presenti nella roccia e documentano una continua presenza umana in epoca tardo romana e medioevale, fino al XVI secolo. Il luogo fu infatti usato come fortino difensivo nei periodi di guerra.
In epoca moderna la grotta è divenuta oggetto di visita da parte di studiosi e turisti. Tra questi ultimi è da ricordare la regina Margherita di Savoia.
L'accesso, che sorge su proprietà privata, è rimasto poi chiuso per molti anni fino al 1998 quando un accordo con il comune di Erba ne ha consentito la riapertura.

La grotta è aperta al pubblico con esplorazioni guidate, durante i fine settimana nel periodo da aprile ad ottobre. Alla grotta si arriva partendo dal comune di Albavilla seguendo la segnaletica fino all'ex trattoria Zoccolo dove è possibile parcheggiare. Da qui si prosegue a piedi per circa mezz'ora su un percorso sterrato, al termine l'accesso alla grotta avviene attraverso una ripida scalinata.
Nell'androne all'imboccatura della grotta è situato un museo speleologico, all'interno della grotta la temperatura è di 10 °C per cui è consigliabile portare una felpa e munirsi di scarpe da ginnastica o da trekking.

Nell'ambiente buio, umido e freddo vivono diverse specie di insetti, crostacei, platelminti e pipistrelli. In passato, durante l'era glaciale, la caverna era frequentata dall'orso delle caverne (Ursus spelaus), di cui sono state rinvenuti molti resti ossei, tra cui alcuni scheletri completi.

A causa della progressiva oscurità, la vegetazione degrada avanzando vero l'interno della grotta. Nell'androne di ingresso è presente il tasso e la spaccapietre Ceterach officinarum. La prima decina di metri della grotta, ancora raggiunta dalla luce solare, ospita vari tipi di felci, queste infatti sono piante che prediligono i luoghi umidi come le grotte.

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