La Nona sinfonia in Re minore, Op. 125 è l'ultima sinfonia pubblicata da Ludwig van Beethoven. Fu completata nel 1824 e nell'ultimo movimento include parte dell'ode An die Freude ("Inno alla gioia") di Friedrich Schiller, cantata da solisti e coro.

La sinfonia è una delle opere più note di tutta la musica classica ed è considerata uno dei più grandi capolavori di Beethoven, composta quando era completamente sordo. Gioca un ruolo culturale preminente nella società moderna. Il quarto movimento della musica (strumentale) è l'inno ufficiale dell'Unione Europea. Nel 2008 lo scrittore Alessandro Baricco, al suo esordio nella regia cinematografica, ha girato Lezione ventuno, un film che parla proprio della famosa sinfonia.

Già dal 1799 Beethoven manifestò la volontà di scrivere un'opera a partire dall'Inno alla Gioia di Friedrich von Schiller, animato dai sentimenti di fratellanza universale che riflettevano gli ideali che avevno indotto lo scrittore tedesco ad affiliarsi alla Massoneria. Allo stesso anno risale il primo abbozzo, sotto forma di Lied, mentre altri schizzi si trovano attualmente in raccolte risalenti al 1814 e 1815. Ma fu solo con la Nona Sinfonia che Beethoven adattò tale testo alla musica, la sua più grande sinfonia. E per far ciò, prese ispirazione da una stesura dell'Ode vista dall'autore stesso nel 1803. L'ode "An die Freude" è una lirica nella quale la gioia è intesa non certo come semplice spensieratezza e allegria, ma come risultato a cui l'uomo giunge seguendo un percorso graduale, liberandosi dal male, dall'odio e dalla cattiveria [1] Peculiarità di quest'ultimo movimento è il perfetto uso del Leitmotiv. Infatti, Beethoven, nel 4° movimento, riprende in ordine tutti e tre i temi dei tre movimenti precedenti, tecnica peculiare del compositore tedesco.
Testo del quarto movimento [modifica]

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