Diversi biologi si sono chiesti se il nanismo fosse in realtà non tanto la diretta risposta adattativa alla scarsità di risorse delle isole, quanto piuttosto un "sottoprodotto" di altri cambiamenti coinvolgenti il metabolismo che avrebbero portato a velocità di crescita più lente e a uno spiccato ritardo nella maturazione sessuale. I dati necessari a dare un riscontro empirico a queste teorie sono però estremamente difficili da ottenere in quanto pressoché tutti questi grandi mammiferi insulari si sono estinti in seguito alla colonizzazione umana di quelle regioni.

Ora, come riferiscono in un articolo pubblicato sui "Proceedings of the National Academy of Sciences" (PNAS), Meike Köhler e Salvador Moyà-Solà dell'Università autonoma di Barcellona sono riusciti a ottenere una prova in tal senso studiando i resti di esemplari di "capra delle caverne delle Baleari" (Myotragus balearicus), un ruminante di piccola taglia che è vissuto in uno stato di isolamento per oltre cinque milioni di anni, per estinguersi fra i seimila e i quattromila anni fa a seguito della colonizzazione umana delle isole.

Esaminano la microstruttura delle ossa di Myotragus, i ricercatori hanno infatti osservato che le sue modalità di crescita differivano da quelle di tutti gli altri mammiferi, per ricordare quella lenta e con periodi di interruzione dei coccodrilli. Una crescita lenta e più volte interrotta conferisce infatti al tessuto della corteccia ossea una caratteristica struttura in cui sono riconoscibili lamelle e anelli normalmente non riscontrabili nei mammiferi. "Questo schema di sviluppo - scrivono gli autori - denota che Myotragus sincronizzava, in un modo molto simile ai rettili, le proprie richieste metaboliche ai fluttuanti livelli delle risorse."

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